L’esperienza delle Case Alloggio per soggetti affetti da HIV è un fatto del tutto nuovo nel panorama dei servizi assistenziali del nostro Paese: è stato, infatti, il primo servizio non istituzionale nato per accompagnare le persone, nel percorso di una malattia invalidante, ed accompagnarle nel migliore dei modi.

L’iniziativa è partita alla fine degli anni ’80 per rispondere ad un bisogno pressante dei servizi di trovare soluzioni per chi, provenendo prevalentemente dall’area delle tossicodipendenze e da pesanti situazioni sociali, nella fase acuta della malattia, si trovava a non avere la possibilità di un ambiente dove affrontare la sofferenza con sufficiente dignità.

Nei primi anni del diffondersi dell’HIV, i pregiudizi, l’incomprensione, la paura e la conseguente discriminazione verso le persone portatrici del virus avevano causato diffusi comportamenti d’intolleranza e di violazione dei più elementari diritti dei malati.

Le prime Case Alloggio sono state aperte con l’obiettivo di poter proporre un’assistenza dignitosa e creare un clima d’accoglienza opposto alla paura diffusa.
Il numero di Case Alloggio è velocemente cresciuto e si sono andate organizzando secondo modelli sempre più precisi e professionalmente adeguati alle situazioni, arrivando a porsi come modello assistenziale di umanizzazione di una patologia invalidante.

Con questo spirito la Fondazione S.Angela Merici ONLUS nel giugno2008 inaugura la Casa Alloggio: “Madonna delle Lacrime”.

Nel tempo le problematiche sono cambiate. La scoperta e l’introduzione di farmaci molto più efficaci contro il virus HIV hanno portato a realizzare per il paziente un’aspettativa di vita molto più lunga, accompagnata anche da una migliore qualità della stessa. Quindi la funzione originaria della casa alloggio, accompagnare verso la morte, in un clima di responsività affettiva e di tutela, persone affette da una malattia con una prognosi di pochi anni di sopravvivenza, si è progressivamente trasformata in una polifunzione di tipo prevalentemente supportivo e contenitivo per un’ampia gamma di problematiche che venivano assorbite e messe a tacere dalla rapida progressione del declino fisico: la tossicodipendenza, la dissocialità, la patologia mentale e la mancanza di legami familiari o sociali cui riferirsi per un minimo di protezione e di cura.

Pazienti che negli anni ’90 erano più rassegnati a spostare la dipendenza dalle sostanze e da un tipo di vita senza capacità di autoregolazione, alla dipendenza da un regime di custodia flessibile e tutelante, come quello offerto dalla struttura, ora, invece, tendono a riciclare la maggiore vitalità e la speranza seguendo modalità di apprendimento che non si discostano dalle premesse che li hanno portati alla patologia, psichica ed organica. Questo ha portato gli operatori a impiegare metodi maggiormente assertivi per regolare la relazione con i pazienti e anche l’uso dello psicofarmaco, per lo più lenitivo precedentemente, assume talvolta anche la funzione contenitiva, sedante, richiesta dal paziente stesso, per potere evitare il rischio della “fuga nella salute”.

Purtroppo la lunga sopravvivenza ha portato a rendere più evidente e palpabile anche un’altra dimensione, per altro già nota, delle problematiche del paziente da HIV: l’involuzione deteriorativa del sistema nervoso centrale e periferico, con la necessità di gestire anche la progressiva disabilità motoria o cognitiva.

Dove si trova la Casa Alloggio "Madonna delle Lacrime"

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Email: casa.alloggio@santangelamerici.it